Gelcoats e resine per stampi
Gelcoats e resine per stampi


Per la produzione delle superfici degli stampi vengono utilizzati, principalmente, due tipi di gelcoat poliestere: isoftalico e vinilestere: si possono utilizzare anche quelli ortoftalici, ma il risultato è decisamente scadente. La scelta tra i due tipi è data dalla qualità  superficiale (durezza e brillantezza) e dalla quantità  di stampate da realizzare nel ciclo di vita dello stampo stesso: di ciò l'operatore ne deve tenere ben conto, non lesinando sul costo iniziale della materia prima, ricordandosi che la superficie dello stampo sarà quella che determinerà la riuscita o meno della superficie dei manufatti ottenuti in esso. Vengono forniti nei tipi a spruzzo e a pennello/rullo. Le resine poliesteri utilizzate sono formulate appositamente per questo tipo di lavorazione perché devono avere buone caratteristiche di resistenza meccanica e termica. Le resine o per meglio dire i sistemi epossidici che sono utilizzati per la produzione di stampi sono essenzialmente di due tipi: per laminare i vari tessuti (vetro, carbonio, aramidici) e per preparare le masse caricate con cariche minerali (quarzo) che servono per dare “corpo” e peso agli stampi stessi. Generalmente si usano per stampi che subiscono un grande affaticamento nei cicli produttivi oppure quando devono lavorare a temperature non troppo elevate (non oltre i 150 °C, in genere). E’ buona norma e regola realizzare tutto lo stampo in “epossidica”: anche il gelcoat deve essere di tale materiale. Un’altra opportunità di scelta a favore dei sistemi epossidici è la loro scarsissima permeabilità allo stirene liberato dai gelcoats e dalle resine poliestere, grazie alla superficie estremamente compatta e vetrosa che permette di diminuire gli interventi d’applicazione dei vari tipi di distaccanti.